Breve storia della chiesa parrocchiale

super excelsa statuens me”
Versi tradotti liberamente da un poeta così:
“Fuori dal mare assunta
La nostra chiesa, perla preziosa della Riviera ligure, è un capolavoro d’arte barocca e l’orgoglio di noi Cervesi e di quanti amano il nostro paese.
L’insigne opera che si erge in tutta la sua imponenza sul caratteristico sagrato, è la testimonianza del benessere raggiunto dai nostri avi, nel seicento, secolo d’oro della nostra storia, ma è anche il documento che ci parla della tenacia, della generosità, della fede che animava non solo i Cervesi corallari, ma anche i piccoli artigiani e i contadini che hanno esternato la loro riconoscenza a Dio con la costruzione della chiesa di San Giovanni Battista.
Le fasi della costruzione: 1686-1778
21 dicembre 1686: inizio della costruzione
Siccome i maggiori guadagni di quei tempi provenivano dal mare, con la navigazione e la pesca del corallo, la chiesa si disse sorta dal mare come ricorda il cartiglio che si può leggere al sommo dell'arco che divide l'abside dalla navata.
Dal mare giungeva a mezzo di robuste imbarcazioni, il materiale più pesante e prezioso; e là, dalla spiaggia, venivano issati, a forza di braccia: colonne, portali, marmi e opere d'arte. Immane e faticosa mole di lavoro compiuta dai Cervesi, sorretti ed animati dalla grande fede.
Il progetto, in stile barocco, fu dell'architetto Marvaldi di Conio (Imperia) che nel 1706, anno in cui morì, lasciò la direzione dei lavori al figlio Giacomo Filippo che continuò la costruzione, ormai giunta al tetto, negli abbellimenti interni ed esterni.
1736: la consacrazione della nuova chiesa
Ci vollero circa 50 anni prima che la chiesa potesse accogliere i fedeli. La considerevole durata dei lavori sta ad indicare quali difficoltà, specialmente di finanziamento, dovettero essere superate anno per anno. L'opera progrediva, rallentava o s'arrestava in misura delle offerte provenienti esclusivamente dai parrocchiani e quindi dalle più o meno floride condizioni del paese. Tutti vi contribuirono secondo le loro possibilità: ricchi proprietari e modesti contadini, marinai e pescatori, armatori e padroni, mercanti e artigiani. I più umili offrirono la loro manovalanza specialmente per il trasporto del materiale dalla spiaggia.
La consacrazione fu celebrata nel 1736 da Mons. Camillo De Mari, Vescovo di Aleria (Corsica).
1758/1778: costruzione del campanile
Il
campanile fu realizzato negli anni 1758/1778 su disegno del pittore Francesco
Carrega di Porto Maurizio.-P1010464.jpg)
I più significativi interventi di restauro
1887: dopo il terremoto
“La facciata esterna della Chiesa, affaticata assaissimo dal forte e protratto movimento, restò offesa da una notevole fessura, apertasi in tutta la sua lunghezza della medesima; e converrà aggiungervi almeno una chiave a costringere compatte le parti lese. Oltre ciò sono stati pregiudicati gli Stucchi d'Ornato, una parte dei quali precipitò a terra lasciando il sospetto che altri possano essere rimasti a minaccia continua
Gli interventi disposti e appaltati consistono:
· Nel ristorare la facciata e rifare gli stucchi guasti o in pericolo di cadere.
· Nel fare a nuovo con tegole piane il tetto della sacrestia.
· Il tetto grande della chiesa sarà riattato con ardesie nuove di prima qualità, togliendo le vecchie che non presentano regolarità di posizione. Sarà reso in stato di perfetta impermeabilità all'umidità in ogni sua parte”
Dall’archivio storico comunale
1957/1960: restauro del campanile e rifacimento del pavimento
"Hanno inizio i lavori di restauro della chiesa che riguarderanno in particolare il campanile che si presenta in preoccupanti condizioni dovute anche ai danni subiti a causa di un fulmine che lo colpì diversi anni or sono. Altri lavori riguardano il tetto in ardesia, l'interno del campanile, l'artistica sagrestia. Coi fondi disponibili non si potrà fare di più; ma il rev.do don Durante, prevosto di Cervo, non dispera della Provvidenza che sotto forma di volontarie oblazioni e straordinari stanziamenti, permetterà di completare l'opera col rifacimento del vecchio e logoro pavimento per il quale sarà conservata l'antica struttura in piastrelle ottagonali in ardesia e marmette bianche uguali alle attuali.”.
Da “La stampa” del 14 novembre 1957
2002/2006: ultimi interventi
Si tratta certamente del più consistente e oneroso, ma quanto mai necessario, intervento strutturale compiuto nel tempo. Le condizioni fatiscenti in cui versava la chiesa da tempo lo rendeva oltremodo urgente.
La ristrutturazione ha comportato:
· Restauro del campanile e della facciata col recupero dei colori originali.
· Rifacimento del tetto, delle facciate laterali e delle vetrate.
· Deumidificazione degli altari e delle pareti.
· Restauro degli affreschi e pitture interne.
· Ripristino della pavimentazione.
Altri interventi urgenti hanno riguardato le opere lignee:
· Restauro del coro e della sacrestia.
· Restauro dell'organo Giuliani.
· Restauro dell'organo Mangino (1751).
· Restauro di candelabri, tele, e oggetti sacri.
· Restauro della statua di S. Antonio di Padova.
Il costo dell'intera operazione è stato di € 1.860.000.
Il Ministero ha finanziato i lavori esterni per l'ammontare di € 914.128.
La Carige ha finanziato le opere interne in muratura per € 413.165.
Le restanti spese inerenti il completamento dei restauri delle murature e delle strutture lignee per € 532.707 sono stati sostenuti dalla comunità parrocchiale.
Visita alla chiesa
La Chiesa di S. Giovanni Battista all'esterno nella facciata principale e nel campanile è ricchissima di stucchi e decorazioni policrome. All'interno il catino è stato affrescato dal Carrega. La volta a botte dell'aula dal pittore Graffigna di Genova nel 1887, dopo il terremoto.
La costruzione della chiesa del Santo Patrono, iniziatasi nel 1686, terminò nel 1734. Il progetto in stile barocco, con alquante «pittoresche invenzioni» fu dell'architetto Gio Batta Marvaldi di Candeasco (Imperia) che seguì i lavori fino al 1706, anno in cui morì, lasciando la direzione dei lavori al figlio Giacomo Filippo, che continuò la costruzione, ormai giunta al tetto, negli abbellimenti esterni ed interni.
La consacrazione avvenne nel 1736 per opera di Mons. Camillo De Mari, Vescovo di Aleria (Corsica). L'elegante campanile fu costruito negli anni 1758-1778 su disegno del pittore Francesco Carrega di Porto Maurizio (IM).
Entrando dalla porta maggiore e volgendo a destra, passata la vasca dove veniva custodita l'acqua santa, troviamo il primo altare dedicato a S. Nicola da Tolentino, il culto del quale fu portato dai Frati Agostiniani che vivevano nel convento di S. Maria delle Grazie adiacente alla Chiesa di S. Nicola - S. Giorgio. Di pregevole fattura la testa che rappresenta il Santo Taumaturgo.
Il successivo altare delle Anime, bellissima opera, fu eseguita dal «marmoraro» Bernardo Gaggino da Genova nel 1772 con grande profusione di marmi pregiati. La pala fu acquistata in Genova nel 1737.
Segue la grande nicchia che custodisce delle mirabili opere d'arte, fra le quali fa da protagonista il gruppo ligneo di S. Giovanni Battista, opera seicentesca di Marcantonio Poggio, allievo del Bissoni e maestro ideale del Maragliano.
Viene poi l'altare di S. Antonio: pregevoli i marmi del Gaggino e la statua lignea del Santo, di scuola genovese del 1700.
L'altare della Madonna del S. Rosario fu il primo ad essere costruito appena terminata la chiesa; ne fu esecutore il «marmoraro» Carlo Antonio Rippa di Loano. Degna di nota ci pare la parte bassa dell'altare per il raffinato intarsio dei marmi di vari colori. Di buona fattura la statua della Madonna con Bambino, scolpita in Genova nel primo '600 dallo scultore Ratto. Le piccole formelle che fanno corona alla nicchia della Madonna rappresentano, in buona ed alquanto ardita maniera, i misteri del S. Rosario.
L'altare Maggiore è opera dello scultore Antonio Pittaluga di Genova che seppe fondere la parte alta e più antica del tabernacolo formata da preziosi marmi ed alabastri fioriti con quella più bassa da lui magistralmente ideata e realizzata in un tutto unico e armonico. Al vertice: crocifisso ligneo presumibilmente del Maragliano. A sinistra la grande statua lignea seicentesca della Madonna del Rosario tratta da un unico ceppo: di pregevole fattura il bambino e l'elaborato panneggio. Sulla sinistra dell'altare maggiore è visibile il tabernacolo degli olii santi. Il marmo scolpito nel XV secolo è opera pregevolissima; fu trasportato dalla chiesa antica alla nuova nei primi anni del 1700.
Notare la ricchezza e la perfezione d'intaglio del coro in legno dietro l'altare maggiore, opera assai pregiata del sec. XVIII.
I marmi dell'altare del SS. Crocifisso sono opera di Bernardo Gaggino. Degne di nota sono le grandi colonne tortili di marmo nero. Il grande Cristo di pregevolissima fattura, viene attribuito alla mano di Anton Maria Maragliano.
L'altare di S. Erasmo protettore dei naviganti, è ricco di marmi plasmati dalla mano felice di Antonio Pittaluga. La grande pala che rappresenta la Vergine del Soccorso, S. Erasmo e S. Chiara fu eseguita nel 1736 dal Genovese Gio Lorenzo Bertolotto.
Notevole il pulpito del 1500 in marmo bianco con pannelli scolpiti rappresentanti S. Giorgio, S. Giovanni, e nella parte frontale una Pietà di assai sensibile fattura e ordinata compostezza.
L'altare di S. Giuseppe è ancora opera del Gaggino. La grande pala che raffigura il momento del trapasso del Santo cristallizzato in un'atmosfera serena, ci rivela che l'ancora sconosciuta mano che la dipinse era senza dubbio dotata di grande sensibilità artistica.
L'ultimo altare della Concezione, del 1937, si presenta a noi più spoglio e meno elegante degli altri. Nell'intenzione dei Cervesi doveva essere dedicato all'Assunta.
Il fonte battesimale è opera pregevole di marmo bianchissimo con parti ad intarsio. La copertura è in legno laccato e dorato. Il tutto è circondato da una balaustrata in marmo, sormontata da una grata in ferro battuto del XVII secolo di elevata qualità artigianale.
Il patrimonio ligneo conservato nella chiesa dei corallini di Cervo è molto articolato ed estremamente interessante.
Le opere conservate sono di natura diversificata. Gran rilievo va attribuito all’arredo sacro, comprendente il coro intagliato, situato nell’abside, i mobili della sacrestia e quattro confessionali, due dei quali ubicati nell’oratorio di Santa Caterina, adiacente alla chiesa.
Il coro ligneo, costruito in essenza di noce, presenta intagli tipici del periodo settecentesco ligure, si veda a questo proposito la sacrestia di Santa Maria di Castello a Genova.
I mobili della sacrestia e i confessionali potrebbero essere di qualche decennio posteriori, si nota, infatti, una maggiore sobrietà nella risoluzione delle pannellature, e una riduzione delle parti intagliate.
Nella controfacciata della chiesa è situato un organo Giuliani. L'organo, costruito dal padre Agostino Torrelli nel 1735, fu rifatto più volte, finchè nel 1840, prese la forma attuale.
La cassa dell'organo e la balaustrata, disegnata dall'Arch. Dogliotti, venne ralizzata, nelle dorature dei capitelli e dei rilievi del palco, dall'intagliatore Caprile di Porto Maurizio (IM).
Nella Chiesa è conservata una cospicua serie di candelabri, circa una cinquantina, di diverse misure e periodi. Molti di questi sono dorati, altri presentano la meccatura.
Cervo 07/01/2005
Sac. Maurizio Massabò
Parroco di CERVO